Casa e routine · Guida

Il cane distrugge casa in autunno? Non è cattiveria, è noia

Con le giornate corte il cane si muove meno fuori ma la sua testa resta piena di bisogni, e se non trova un compito se lo inventa da solo tra divani e scarpe.

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Casa e routine
«Non si sta vendicando. Sta cercando qualcosa da fare.»
Antonio Puccio · Dog Trainer

In breve

  • Meno passeggiata non significa meno bisogno di stimoli da scaricare.
  • Un cane che distrugge casa sta cercando un compito, non punendoti.
  • Far lavorare il naso e la testa aiuta a smaltire l'energia in eccesso.

Apri la porta di casa e trovi un cuscino aperto in due. O una scarpa sparita, di cui ritrovi solo la suola. O i bordi del tavolino del salotto rosicchiati fino al legno vivo. Guardi il cane, lui ti guarda, e la prima cosa che pensi è che lo abbia fatto apposta, magari per farsi perdonare un pomeriggio in cui lo hai lasciato troppo tempo da solo.

Non lo ha fatto apposta. Lo ha fatto perché aveva qualcosa dentro da scaricare e non ha trovato altro modo per farlo.

Con l'arrivo delle giornate corte cambia la routine di tutti, anche quella del cane. Le passeggiate serali si accorciano perché fuori è buio presto, fa freddo, hai meno voglia di uscire e anche lui, probabilmente, si muove meno di quanto faceva in estate. Il problema è che il bisogno di stimoli del cane non si riduce insieme alle ore di luce. Resta lì, intero, e se non trovi tu un modo per farlo scaricare, il cane lo trova da solo, con quello che ha a disposizione in casa.

Ci sono case in cui questo si vede chiaramente nel giro di poche settimane. A settembre il cane usciva un'ora la sera e tornava tranquillo, si accucciava sul tappeto e si addormentava davanti alla televisione. A novembre quella stessa ora diventa mezz'ora perché fa buio presto e il freddo scoraggia anche la persona più volenterosa, e nel salotto cominciano a comparire danni che prima non c'erano: un angolo di tappeto sfilacciato, un telecomando con i segni dei denti, un pacco di salviette fatto a brandelli. Non è un caso isolato e non è un peggioramento del carattere del cane. È il bisogno di sempre che cerca comunque uno sfogo, dentro casa se non altrove.

Il meccanismo dietro ai danni in casa

Un punto spesso frainteso è questo: un cane che distrugge casa non sta reagendo a un dispetto, non sta punendo nessuno, non sta esprimendo rabbia verso di te per essere stato lasciato solo o per aver ricevuto meno attenzioni. Sta cercando un'attività. Ha bisogno di un compito, di qualcosa su cui concentrarsi, e se non riceve niente di adatto se lo crea con quello che trova in giro. Il divano, le scarpe, i bordi dei mobili diventano gli oggetti su cui scaricare quella energia che non ha trovato altro sfogo.

Capire questo cambia il modo in cui ti rapporti al problema. Se pensi che il cane sia cattivo, la reazione naturale è sgridarlo, magari intervenire solo quando lo trovi già con qualcosa in bocca, dopo che il danno è già fatto. Ma a quel punto il cane associa la tua reazione al momento in cui lo hai scoperto, non al gesto in sé, e la scena si ripete identica il giorno dopo. Se invece capisci che sta cercando un'attività, la domanda cambia: come si può dargliene una prima che se la inventi da solo?

Perché il naso conta più delle zampe

Uno spostamento di attenzione utile è dal movimento fisico al lavoro con la testa. Un cane che cammina per un'ora si stanca nelle zampe, torna a casa con il fiato un po' più corto, magari beve più acqua del solito. Un cane che ha dovuto cercare, annusare, capire dove si trova qualcosa, lavora con la testa in un modo diverso, e quel tipo di stanchezza si vede meno all'esterno ma pesa di più.

In molti casi quel tipo di impegno lascia il cane più soddisfatto di una semplice camminata, perché gli dà qualcosa da risolvere, non solo da attraversare. Camminare al guinzaglio è ripetitivo: un passo dopo l'altro, gli stessi odori di sempre sullo stesso marciapiede. Cercare qualcosa che non si vede, che va scovato con il naso, è un compito che richiede attenzione dall'inizio alla fine, e questo tipo di attenzione stanca in modo diverso, più simile a quello che proviamo noi dopo aver risolto un problema che dopo una camminata tranquilla.

Nascondere dei croccantini in casa e lasciare che il cane li cerchi trasforma un gesto banale, mangiare, in un'attività che richiede concentrazione. Un tappeto olfattivo proposto prima di cena fa lavorare il cane in un momento della giornata in cui spesso è già agitato per l'attesa del pasto, e lo aiuta ad arrivare al momento di mangiare meno teso. Alternare momenti di gioco attivo a momenti di riposo guidato insegna al cane che anche la calma è qualcosa che si allena, non qualcosa che arriva da sola per stanchezza fisica.

Cosa dice la ricerca

Duranton e Horowitz, nel 2019, hanno pubblicato su Applied Animal Behaviour Science uno studio che aiuta a capire perché il lavoro olfattivo ha un peso specifico diverso dal semplice movimento. Hanno fatto praticare a un gruppo di cani un'attività quotidiana di nosework, cioè ricerca con il naso, per due settimane, mentre un secondo gruppo faceva heelwork, cioè camminare al fianco della persona per lo stesso periodo di tempo. Prima e dopo le due settimane, tutti i cani sono stati sottoposti a un test di giudizio cognitivo basato su uno stimolo ambiguo, una misura usata per valutare quanto un animale interpreti positivamente o negativamente una situazione incerta.

I cani che avevano fatto nosework hanno raggiunto lo stimolo ambiguo con tempi di latenza più brevi rispetto al gruppo che aveva solo camminato. Gli autori interpretano questo dato come un bias di giudizio più positivo, cioè un segnale di maggiore ottimismo e, più in generale, di un miglioramento nel benessere dei cani coinvolti durante le due settimane di osservazione. Lo studio non misura la stanchezza fisica o mentale in senso ampio, ma proprio questo indicatore di benessere, osservato in condizioni controllate su un periodo breve e con un confronto diretto tra le due attività.

Il dato resta comunque utile per il discorso che riguarda le giornate corte: non tutte le attività che impegnano il cane hanno lo stesso effetto. Far lavorare il naso non è una versione ridotta della passeggiata, è un tipo di stimolo diverso, che secondo questo studio può incidere anche sullo stato d'animo generale del cane, non solo riempire del tempo che altrimenti passerebbe a cercare da solo cosa fare.

Il problema di non dargli niente

C'è un passaggio da sottolineare quando si parla di questo tema: lasciare un cane senza attività strutturate non significa lasciarlo tranquillo. Significa lasciarlo libero di scegliere da solo come occupare il tempo, e un cane giovane o energico spesso sceglie male, non perché sia difficile da gestire per natura, ma perché nessuno gli ha mai mostrato un'alternativa più interessante di un cuscino da aprire o di una ciabatta lasciata vicino alla porta.

Lo stesso vale per il gioco lasciato sempre a disposizione. Un giocattolo che sta tutto il giorno in giro per casa perde valore agli occhi del cane: diventa parte dell'arredamento, non più uno stimolo, allo stesso modo in cui per noi un oggetto visto ogni giorno sullo stesso scaffale smette di attirare lo sguardo. Il gioco che invece arriva, viene proposto per un tempo definito e poi torna via, mantiene un valore diverso, perché il cane lo associa a un momento preciso, non a una presenza continua e scontata.

Anche le attenzioni funzionano con una logica simile. Un'attenzione che arriva quando il cane insiste, con una zampata o un guaito ripetuto, finisce per diventare uno strumento nelle sue mani: ha imparato che insistendo ottiene qualcosa, e lo farà sempre di più. Un'attenzione che arriva su iniziativa della persona, in un momento scelto da te e non imposto da lui, mantiene un valore diverso e aiuta il cane a non trasformare ogni piccola richiesta in un modo per riempire il tempo vuoto.

Cosa fare da questa settimana

Prima di cambiare qualsiasi cosa, osserva. Per qualche giorno segna quando il cane distrugge, non solo cosa distrugge: l'orario preciso, cosa stava succedendo intorno, se eri in casa o fuori, se era appena rientrato dalla passeggiata o se erano passate ore da quando lo avevi lasciato solo. Questo aiuta a capire se il comportamento nasce da noia accumulata durante il giorno, da energia in eccesso in un momento specifico o da un passaggio della giornata che va gestito diversamente, per esempio il rientro dal lavoro quando il cane è rimasto solo troppe ore. Annota anche i momenti in cui resta tranquillo, non solo quelli negativi, perché aiutano a vedere cosa già funziona e non va cambiato.

Prova poi con una ricerca semplice da fare prima di cena. Prendi dei bocconcini, avvolgili in uno straccio, copri lo straccio con della carta e metti tutto dentro una scatola aperta. Chiedi al cane di stare fermo davanti alla scatola per qualche secondo, poi lascialo lavorare da solo per trovare il cibo nascosto. Ripeti l'esercizio tre o quattro volte, aumentando leggermente la difficoltà a ogni giro, con più carta o uno straccio annodato meglio. Non intervenire subito se il cane non trova nulla nei primi tentativi: il senso dell'esercizio è proprio lasciarlo cercare da solo, fino a quando non è davvero bloccato, e aiutarlo troppo presto gli toglie il motivo stesso per cui l'attività funziona.

Scegli un gioco mentale, un puzzle o un tappetino da annusare, e tienilo chiuso in un mobile invece che sempre a disposizione sul pavimento. Tiralo fuori tu, quando decidi tu, per una sessione breve, e rimettilo via quando la sessione finisce, anche se il cane sembra volerne ancora. Questo mantiene alto il valore del gioco nel tempo e mostra al cane che l'attività ha un inizio e una fine precisi, non è un flusso continuo a cui può accedere da solo in qualsiasi momento della giornata.

Infine, alterna sempre un momento di attività a un momento di riposo guidato, meglio se nella stessa fascia oraria ogni sera. Abbassa le luci, riduci i rumori intorno, lascia il cane vicino alla sua cuccia abituale senza chiamarlo né stimolarlo in nessun modo. Non basta impegnare il cane con giochi e ricerche: serve anche mostrargli, con costanza, che dopo l'attività arriva lo spegnimento, e che quel momento di calma ha lo stesso valore del momento di gioco appena concluso.

Se hai visto il carosello da cui nasce questo articolo, sai già che lì ho proposto un primo assaggio di queste idee. Qui trovi il ragionamento completo, e se vuoi un percorso già organizzato, con un'attività diversa ogni giorno per una settimana, puoi scaricare gratuitamente la guida preparata proprio su questo tema: 7 giorni di stimoli in casa per un cane più calmo.

Un cane che ha usato la testa smette, nella maggior parte dei casi, di cercare da solo cosa fare con il tuo divano.

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Fonti
Duranton C., Horowitz A., 2019. Let me sniff! Nosework induces positive judgment bias in pet dogs. Applied Animal Behaviour Science. Link
Antonio Puccio è Dog Trainer, laureato in Scienze della formazione cinotecnica. Lavora a casa delle persone con la Full Immersion. Due titoli italiani di Disc Dog con Kenya.

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